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lunedì 14 ottobre 2013

Alex Britti 21 ottobre in concerto ad Amsterdam


Alex Britti è nato a Roma il 23 agosto 1968;  è un chitarrista e un autore solista, fiero, deciso. Tanto di lui e della sua musica lo annuncia il suo viso: i tratti severi, lo sguardo inafferrabile, il sorriso contagioso. Un chitarrista fuori dal comune lo è sempre stato, sin da giovanissimo, da quando attraversava l’Europa insieme a grandissimi del Blues quali Rosa King, Buddy Miles e Billy Preston. Ora, a 44 anni, racconta serenamente di quegli inizi difficoltosi, quando suonava come musicista anche per poter sbarcare il lunario, perché come cantautore non riusciva a farsi ascoltare.  Ma caparbio com’è Alex non ha mai mollato e nel 1997 pubblica prima due singoli Quello che voglio e Solo una volta (o tutta la vita) – e poi il primo album, It.pop.





Ne consegue il successo popolare insieme ai primi riconoscimenti della critica: It.pop è triplo disco di platino, mentre “Musica e Dischi” lo proclama miglior debutto discografico dell’anno. Nel 1999 la sua Oggi sono io vince tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo: canzone che, due anni dopo, sarà reinterpretata da un mostro sacro della musica italiana: Mina.



Una rapida successione di eventi e di successi: il Pavarotti & Friends (dove suona anche come chitarrista di Joe Cocker e Pavarotti), il tour “Sulla spiaggia” con Corrado Guzzanti, la pubblicazione dell’album La vasca il cui singolo ha un successo enorme.

E ancora un nuovo Festival di Sanremo con Sono contento, il Palavasca e il triplo platino per questo suo secondo album. Alex è sempre e prima di tutto un chitarrista, un musicista che deve mettersi alla prova e scoprire nuove cose di sé e della sua fida Martina (una delle prime chitarre, una Martin, appunto) ogni volta che sale su un palco. Le radici di Alex Britti sono ben piantate in Europa: nel blues e nel jazz con i quali si è formato, nei piccoli e grandi locali e festival europei nei quali si è esibito giovanissimo.



Del 2009  è la registrazione di 23 il più recente album di inediti. Con Alex in studio ci sono musicisti straordinari quali Darryl Jones – bassista di Miles Davis, Eric Clapton e degli Stones -, Davide Rossi – violinista e arrangiatore di Brian Eno, Robert Fripp e Cold Play- , Paco Sery - batterista di Joe Zawinul-, ed anche Bob Franceschini - sassofonista, tra gli altri, di Mike Stern - e Cecilia Chailly – arpista di De André e Mina-. .23 è un disco nel quale sono protagonisti i paesaggi, da quelli familiari e chiassosi della sua Roma, a quelli sognati di una Betlemme stellata o di una Berlino bombardata, da quelli piovosi d’un autunno difficile da vivere, a quelli sovraffollati nel ‘giorno che sa di buono’ come nella ‘notte che sa di menta’.



Nel giugno di quest’anno , anticipato in radio dal singolo Baciami (e portami a ballare) esce il nuovo album di inediti Bene cosí. L’albun racconta gli affetti privati, le “banali concretezze appese a un filo di malinconia” e il desiderio di andare avanti in “questo mondo di matti”, la necessità di trovare sempre uno slancio nuovo, un nuovo sogno che ci spinga oltre. Un disco molto più rock dei precedenti, più immediato. Osservazioni, pensieri, stati d’animo raccontati in modo semplice e diretto, suonato con la grinta di sempre.



E proprio per presentare il suo nuovo disco e il suo repertorio, accompagnato dalla sola chitarra, Alex Britti suonerà ad Amsterdam il 21 di ottobre, a cui seguiranno  Bruxelles ( 23 ottobre)  e Londra ( 25 ottobre).  Bene così un disco che Alex stesso ha più volte definito il suo disco più scarno e diretto, senza fronzoli verrá presentato in giro proprio nel modo più scarno e diretto: da solo sul palco, lui e le sue chitarre. Britti ha scelto di far partire questo viaggio oltre confine, con tre concerti europei che lo riporteranno nella sua seconda casa (Amsterdam), al centro dell’Europa (Bruxelles), e, per la prima volta, nella swinging London.



Alex Britti in concerto

Paradiso Amsterdam PEOPLE'S PLACE

Lunedí 21 ottobre, ore 20.30 uur
Prezzo del biglietto 20 euro

http://www.youtube.com/watch?v=Y1eiJhU6Pek&list=PLL37Zd8C88uNowtsY-0XilF3eXJE6dBwJ

fonte: sito ufficiale di A. Britti

domenica 29 settembre 2013

Paolo Conte al Koninklijk Thether Carré ad Amsterdam 26 e 27 ottobre 2013





 
Paolo Conte nasce ad Asti il 6 gennaio 1937, è un cantautore, paroliere e polistrumentista italiano conosciuto in tutto il mondo. Pianista di formazione jazz, è considerato uno dei più importanti e influenti cantautori italiani, nonché uno dei più originali e innovativi musicisti contemporanei.  Avvocato di professione, nella sua oltre cinquantennale carriera è stato autore di musiche per altri artisti, per poi decidere, nel 1974, di abbandonare la carriera forense per dedicarsi esclusivamente a quella artistica.


Stimato ed apprezzato dal pubblico francese e da varie platee internazionali, si è cimentato anche in altri campi espressivi, ricevendo nel 2007 una Laurea honoris causa in Pittura, per l'opera multimediale Razmataz, conferitagli dall'Accademia di belle arti di Catanzaro.


Un po'di storia

Agli inizi negli anni sessanta Paolo Conte si affaccia nel mondo della musica leggera principalmente come "autore", componendo musiche e arrangiamenti per altri artisti.

È solo nel 1974, a trentasette anni, quando ormai è sul punto di abbandonare la musica per dedicarsi alla sua professione di avvocato, che si convince a presentare lui stesso le proprie canzoni, incidendo nello stesso anno il suo primo disco dal titolo Paolo Conte. Si ha così la definitiva svolta cantautorale dell'artista, che da qui in avanti, firmerà in prima persona, oltre alle musiche, anche i testi delle proprie canzoni e dove è già presente tutto il suo stile riflessivo e disincantato, spesso caricato di tagliente e distaccata ironia.
All'inizio il suo talento é passato nel pubblico abbastanza inosservato, ma nel 1979 quando esce il disco  Un gelato al limon il musicista piemontese riscuote il successo. Così, dopo vari anni di gavetta, il grande pubblico comincia ad accorgersi del suo "personalissimo stile" che attraverso l'uso costante del pianoforte (suo esplicito alter ego) costruisce musiche e atmosfere dirette a controllare "una voce dal timbro rauco e dimesso, spesso tesa a narrare storie e luoghi del tutto inusuali, mondi esotici che hanno il compito di nascondere, nella realtà, sonnacchiosi sobborghi di provincia". Il favore presso il pubblico dell'album Un gelato al limon è dovuto soprattutto alla presenza di canzoni quali Bartali, dedicata al famoso ciclista e all'omonima title-track (dedicata alla moglie Egle).


Quest'opera, di fatto, apre le porte al jive, vale a dire a quel particolare linguaggio gergale, tipico dello slang afro-americano, composto da suoni che si ripetono a più intervalli, sostenendo e ricamando il canto. L'uso del jive, diverrà, ben presto un marchio di fabbrica dell'artista, rendendo ancor più riconoscibili e peculiari le varie esibizioni dal vivo (basti pensare al famoso za-za-ra-zzaz di Bartali o più avanti al du-du-du-du di Via con me).


In un’intervista rilasciata dal musicista al Corriere della Sera a prosposito del suo rapporto con la lingua Paolo Conte dice: «Come tanti compositori che scrivono prima le musiche e poi le parole, in genere scrivo con un finto inglese, che è elastico, ti fa sognare molto di più, i pezzi rimangono più astratti, poi quando devi fare i conti con l’italiano cambia tutto».  E anni dopo, nel 2002, chiarirà definitivamente il concetto in un'intervista al già citato programma radiofonico, Alle otto di sera: «È molto faticoso per me, l'ho già detto, piegare la lingua italiana alle esigenze ritmiche e metriche della musica. Sappiamo tutti che quella italiana è una lingua bellissima, ma estremamente difficile da adattare musicalmente per la mancanza di tronche e di elasticità delle sillabe. Tante volte la mia vocazione di musicista mi porta a storpiare la lingua italiana, o a mescolarla con altre lingue per ottenere un risultato buono dal punto di vista ritmico. Mi ha divertito affrontare altre lingue per la loro capacità filmica, cinematografica, teatrale di raccontare al di là dei significati letterali»



Il nuovo millennio si apre con la pubblicazione dell'album Razmataz, uscito nel 2000 (anche in DVD) e direttamente tratto dal musical-vaudeville RazMaTaz, ideato e curato dallo stesso Paolo Conte. La commedia nasce per la prima volta, già nel 1989 in un omonimo libro, dove compaiono i disegni, gli spartiti, e i testi con varie annotazioni dell'artista. Il progetto, rappresenta una sorta di atipica forma di spettacolo, pensato e studiato dall'autore, fin dagli anni settanta.Il pretesto narrativo è quello della storia di una ballerina africana di nome Razmataz, della sua rincorsa al successo nella Parigi degli anni venti e della sua rapida e misteriosa scomparsa, metafora dell'incontro della vecchia Europa con la giovane musica nera. La commedia, infatti, vuole essere, soprattutto, un elogio alla musica afroamericana, già affiorata in molti lavori precedenti, dove a contorno si stagliano una serie di figure che hanno il compito di far rivivere un periodo storico preciso, quello della Francia d'inizio secolo, vista, dall'autore, come crocevia culturale di numerose contaminazioni, sia artistiche che musicali.



Nel novembre del 2004, dopo aver pubblicato un'altra antologia per il mercato estero (Reveries, del 2003), il musicista riappare sul mercato discografico con un nuovo album di inediti, dal titolo Elegia.

Un anno dopo, nel 2005, esce nuovamente un altro disco dal vivo, dal titolo Live Arena di Verona. Il doppio album, a differenza dei precedenti live, non è un puzzle di registrazioni delle varie perfomance europee, ma è bensì una fedele trasposizione del concerto tenuto all'Arena di Verona (davanti a dodici mila spettatori), la sera del 26 luglio 2005.


Conte ben lungi dall'abbandonare la musica leggera, nel settembre del 2008, torna nuovamente sulla scena musicale con la pubblicazione di un nuovo album di inediti, dal titolo Psiche, che viene presentato in anteprima alla Salle Pleyel di Parigi con l’orchestra sinfonica dell’Ile de France, diretta da Bruno Fontaine, a cui seguirà una speculare tournée europea.



A riprova di una ritrovata continuità artistica, a soli due anni di distanza dall'ultima fatica, il 12 ottobre 2010 esce per l'etichetta discografica Platinum il quattordicesimo album in studio del cantautore, intitolato Nelson. Il titolo, deriva dalla caratteristica copertina dove è presente un ritratto del cane di famiglia, morto nel 2008 e dipinto, dallo stesso musicista. Il disco è un invito a distaccarsi dalla barbarie del quotidiano, a conferma della rinomata idiosincrasia dell'artista per l’attualità.



Insomma per tutti i fan di Paolo Conte le due date ad Amsterdam sono assolutamente un’occasione da non perdere. Per informazioni : www.theatercarre.nl/‎